La mobilità del basso Malcantone – Leandro Custer

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La situazione viaria di molte regioni del Ticino è ormai diventata invivibile e inaccettabile.
Recentemente è stata inaugurata la galleria Vedeggio-Cassarate la quale ha sgravato alcune strade di Lugano e pocopiù. Mentre iltrafficolungol’asse
Manno-Ponte Tresa, già fortementetrafficato, sembra essere peggiorato ulteriormente. Cosa del tutto comprensibile e ovvia,dalmomento che vi è un potenziamento della strada e quindi un aumento dell’offerta.Il problemadeltrafficononsi èquindi risoltoma si è semplicemente spostato.
L’amministrazione federale ha recentemente comunicato, con grande sgomento di tutti, che il sussidio per la circonvallazione Agno-Bioggio non verrà concesso.
Il fatto che venga elargito o meno dipende da svariati fattori tecnici, fra cui il rapporto tra costi e benefici. Evidentemente il progetto portato avanti e difeso dalla Commissione dei Trasporti del Luganese (Ctrl), non è all’altezza di un sussidio federale e per
questo deve essere messo indiscussione. La Ctrl ha quindi fallito nel suo compito di trovare soluzioni per la mobilità del Luganese. Inoltre, tutti i cittadini che hanno votato contro la galleria del basso Malcantone sono stati ingannati con l’argomento importante che avremmo beneficiato del contributo federale per la circonvallazione, che, alla luce de i fatti, non è mai stato assicurato.
Oltre alla negazione del contributo per la circonvallazione, il progetto del tram è stato valutato non prioritario. Anche in questo caso la motivazione è legata al rapporto tra i costi e i benefici causati dal progetto. Penso che si debba comunque relativizzare questa decisione, poiché la prima tappa del tram risulta la più costosa dell’intero progetto dell’H a causa della realizzazione della galleria che collega Bioggio al centro di Lugano, la parte centrale e cruciale della nuova rete tranviaria del Luganese. Alcuni giorni fa è stata lanciata una petizione che invita la Confederazione a rivalutar eil sussidio per la circonvallazione. La problematica legata al progetto del tram non viene praticamente menzionata. Evidentemente c’è chi crede ancora in questo progetto e probabilmente spera che un giorno verrà eseguito l’ampliamento dell’opera di circonvallazione, ovvero la galleria che porta da Agno a Ponte Tresa, denominata Variante C2. La circonvallazione non porterà a grandi cambiamenti dal momento che è un ennesimo aumento di capacità per la mobilità individuale.
Fino ad oggi abbiamo investito maggiori risorse nel traffico individuale e la situazione è in costante peggioramento, non vedo come ci si possa ancora illudere che con la costruzione di nuove strade si possa risolvere il problema della mobilità.
Il Canton Ticino dovrebbe finalmente cambiare le sue priorità e investire nel trasporto pubblico. Cercando di offrire
un’infrastruttura di trasporto pubblico adeguato ed efficiente in modo da
offrire al cittadino una valida alternativa all’automobile, sgravando così anche le strade.
Le infinite colonne, la negazione del contributo federale e gli ampliamenti stradali eseguiti fino ad oggi, che hanno continuamente peggiorato la situazione, dovrebbero essere segnali sufficientemente chiari e forti per intraprendere finalmente il cambio di rotta e puntare su una combinazione di mobilità privata e pubblica, e in modo specifico,in questo momento, sulla famosa H del tram del Luganese.
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