Il PIL e il Canton Ticino

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L’opinione di Franco Marinotti, pubblicata sul Corriere del Ticino del 22.05.17

 

È divenuta prassi corrente l’utilizzo di statistiche al fine di trarre conclusioni che spesso si dimostrano essere avventate, incongruenti, parziali e di conseguenza di brevissima durata prima che le stesse vengano puntualmente smentite da una realtà oggettiva certamente più complessa che non trova riscontro con l’interpretazione proposta.

Mi riferisco in particolare a tutte quelle elaborazioni numeriche proposte sulle variazioni del PIL cantonale che mirano a dare certezze sull’andamento economico del nostro Cantone, la sua crescita e per deduzione sullo stato di benessere acquisito della sua popolazione.

Certo, la matematica non è un’opinione ma è tendenzioso applicarla alla lettera senza calarla in un contesto quello ticinese che sappiamo essere oggetto di caratteristiche che si discostano dal resto della Svizzera tali da rendere le conclusioni desunte semplicistiche e fuorvianti.

Nelle ultime settimane veniva comunicato a grandi titoli sulla stampa «Economia ticinese in accelerazione, ora è in linea con il trend nazionale» e ancora «Un Ticino che cresce» anzi «un Ticino che cresce parecchio» alla stregua di un PIL per abitante tra il 2000 e il 2015 cresciuto del 27,2% salvo poi notare che nel computo, nel PIL ticinese sono stati inclusi anche i frontalieri, e poi arriva l’ennesima notizia che raddrizza il colpo, «Statistica, povero il 7% della popolazione» evidenziando che il 17% della popolazione ticinese versa in condizioni di povertà reddituale ponendo il Ticino nella classifica dei cantoni più poveri della Svizzera.

Mi domando che scopo si vuole dare a queste statistiche, quale ne è la destinazione, che parte della popolazione rappresenta, e a quali aspettative si tenta di dare conferma.

La realtà come ben sappiamo in Ticino è molto diversa e i numeri contenuti nelle statistiche rischiano se comunicati in tal modo di ridursi a mera propaganda, non essere rappresentativi di una situazione di fatto in peggioramento, e di non prendere in giusta considerazione quella parte sempre crescente di popolazione che malgrado lotti quotidianamente per una vita dignitosa, non arriva a fine mese e che sappiamo non essere poca, e ciò malgrado un Ticino che apparentemente in base alle statistiche si legge crescere parecchio.

Rimango comunque stupito dal totale silenzio della politica che si riscontra in seguito all’uscita di queste notizie e mi pare che nell’arena politica odierna oltre a certi modi di fare propaganda fine a se stessa, se ne aggiungono anche altri forse peggiori, e cioè quelli di stare in silenzio e non prendere posizioni e dunque di non fare politica del tutto, forse in entrambi i casi per mancanza di progettualità e idee.

 

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